Come dovrebbe funzionare la vaccinazione contro il Covid-19?

Questo articolo è una diretta traduzione dell’eccellente originale del Dr. Howard Oakley. Potete seguire il suo blog “The Eclectic Light Company” dove quotidianamente vengono pubblicati almeno due articoli e il suo account Twitter @howardnoakley.

Questo articolo nello specifico può essere letto in lingua originale (Inglese) qui.

La seguente traduzione è stata autorizzata dall’autore e non è sponsorizzata né contiene alcun link di affiliazione a qualsivoglia servizio o compagnia. Il suo obiettivo è unicamente quello di portare una ventata di fatti concreti in mezzo alla bufera mediatica che ha accompagnato la notizia dei progressi sul vaccino contro il Covid-19. In momenti come questi occorre restare calmi, basarsi su dati reali e non lasciarsi impressionare dalle varie speculazioni giornalistiche. In questo il Dr. Oakley è un maestro indiscusso.

L’articolo è stato pubblicato in originale il 13 novembre 2020.


Quest’ultima settimana ha visto il sorgere di un’ondata di eccitazione, accompagnata da altrettanta confusione, causata da un comunicato stampa riguardante la possibilità che un vaccino contro il Covid-19 sarebbe stato disponibile in breve tempo. Questo articolo fa luce sulle problematiche emerse e le analizza nel modo più spassionato possibile.

Terminologia

La vaccinazione non è propriamente un termine ideale per descrivere il processo attraverso il quale si viene forniti, normalmente attraverso iniezione, di un preparato inteso a indurre nel nostro corpo l’immunità a una malattia. Il termine in sé deriva da un nome specifico per il vaiolo bovino, Vaccinia, originariamente utilizzato per conferire immunità al vaiolo, ma è ora divenuto di uso comune. Si differenzia dal termine immunizzazione, il quale non si riferisce unicamente alla somministrazione di un vaccino, bensì al risultante incremento di una certa dose d’immunità. I due termini vaccinazione e immunizzazione, quindi, non sono intercambiabili, e ciò che stiamo cercando tutti di ottenere è l’immunizzazione attraverso la vaccinazione.

Vaccino

Attualmente esistono diverse metodologie che possono essere utilizzate per produrre un vaccino, e la maggior parte di esse è stata presa in considerazione per combattere il Covid-19. Il vaccino Pfizer di cui si parla nelle notizie di attualità è nuovo perché utilizza un nuovo approccio, in quanto utilizza l’RNA messaggero (mRNA), in sé una scoperta relativamente recente. Sebbene questo sia una novità per l’utilizzo con gli esseri umani, la scienza che lo sostiene non lo è ed è compresa a fondo. C’è ancora molto da imparare su quanto i vaccini basati su mRNA saranno efficaci, ma questo non è così sconosciuto come qualcuno vorrebbe cercare di farlo sembrare.

Conservazione

È stato prodotto molto fumo a riguardo dei requisiti di conservazione del nuovo vaccino Pfizer. Per molti, -70°C sembrano quasi impossibili da ottenere nella vita di tutti i giorni. Se avete mai lavorato in un laboratorio che gestisce tessuti organici o simili campioni biologici, vi sarete già sicuramente imbattuti in congelatori che mantengono tali campioni a -80°C. Sebbene essi non siano facilmente reperibili, esiste un altro prodotto commerciale tutt’altro che raro dal valore pratico inestimabile: il ghiaccio secco, venduto per la prima volta in grandi quantità nel 1925, e utilizzato in lungo e in largo per la conservazione dei gelati distribuiti da postazioni mobili, e per la rimozione delle verruche.

Inoltre, la richiesta del vaccino genererà una linea di produzione del tipo “Appena in Tempo”, nella quale un lotto fresco di vaccino verrà spedito tramite posta aerea e verrà iniettato nell’arco di un paio di giorni. Siccome il vaccino Pfizer può essere conservato in frigorifero tradizionale per fino a cinque giorni senza problemi, il principale problema logistico non sarà la conservazione, bensì la produzione.

Vaccinazione

Coerentemente con la maggior parte dei concorrenti (se non tutti), il vaccino Pfizer viene somministrato in due dosi, separate tra di loro di circa 3-4 settimane. Questa è una procedura normale per questo tipo di vaccino, ed è generalmente ritenuta essenziale al fine di ottenere una buona risposta immunitaria in quanti più soggetti possibile. Questa è la procedura attraverso la quale questo vaccino è stato testato, e cercare di accorciare la strada a una singola somministrazione garantirebbe unicamente livelli inferiori d’immunizzazione, rendendo quasi certamente la vaccinazione uno spreco di tempo e di energie.

Ovviamente, il requisito di una doppia dose raddoppia il peso logistico. Per una nazione con 50 milioni di persone, esso si traduce in un requisito di 100 milioni di dosi di vaccino (per ottenere il 100% di copertura, vedi sotto), e del fatto che ogni persona dovrà recarsi due volte a farsi vaccinare, calcolando accuratamente l’intervallo temporale.

Finché la seconda vaccinazione avrà avuto effetto, normalmente circa sette giorni dopo la somministrazione, dovremmo comportarci come se non ci fosse stata alcuna immunizzazione. Sebbene il nostro sistema immunitario dovrebbe sviluppare una risposta poco dopo la prima dose, essa non sarebbe affidabile né sufficiente per fornire un alcun genere di protezione contro il Covid-19. Quindi, non appena avrete ricevuto la vostra seconda dose, non potrete uscire dalla clinica, gettare la vostra mascherina e interrompere il distanziamento: una protezione totale dovrà essere mantenuta per almeno una settimana, se non di più.

Bambini

Come conseguenza del fatto che il Covid-19 è più grave negli adulti-anziani, e comunemente rappresenta una malattia piuttosto blanda nei bambini, la maggior parte delle nazioni renderà probabilmente prioritaria la vaccinazione degli adulti e degli anziani, escludendo i bambini di età inferiore ai 12-15 anni. Sono state formulate diverse spiegazioni per questa scelta, ma un altro importante fattore da considerare è che le vaccinazioni rivolte ai bambini richiedono normalmente un periodo di prova su bambini di età appropriata. Si cerca di essere ancora più attenti nell’approvare vaccini dedicati ai bambini, quindi, per il momento, questa non è ritenuta una priorità.

Quanti devono essere immunizzati?

I governi e la stampa sono stati reticenti riguardo allo spiegare quanta parte della popolazione dovrà essere immunizzata con successo prima che il rischio d’infezione da Covid-19 possa dichiararsi ridotto per quella popolazione.

Il requisito fondamentale è ciò che viene conosciuto come Soglia dell’Immunizzazione di Gregge (da Herd Immunity Threshold (HIT), NdT), che viene definita in rapporto all’R0, ovvero il fattore di riproduzione in una popolazione mista e completamente suscettibile al contagio. La comunità scientifica è d’accordo sul considerare la formula dell’HIT come HIT = 1-(1/R0).

Esistono diverse stime per l’R0 del Covid-19, ma la maggior parte si attesta tra 2 e 3, rendendo l’HIT qualcosa tra il 50% e il 67%. Nota bene: questa non è la percentuale della popolazione che è stata vaccinata, bensì la percentuale della popolazione che dispone d’immunità effettiva.

Più della metà della popolazione che potrebbe contrarre il Covid-19 deve diventare immune a esso, di conseguenza non è complicato giungere a verificare quanti devono essere vaccinati per ottenere questo risultato. Nel Regno Unito, ad esempio, circa il 20% della popolazione sono bambini, e loro non verranno vaccinati inizialmente, lasciando l’80% disponibile per la vaccinazione. Una parte significativa di essi, tra il 5-10%, ha già contratto il Covid-19, sebbene molti di loro non ne svilupperanno alcuna immunità permanente come risultato.

Determinare quale percentuale otterrà un’immunità efficace contro il Covid-19 tra coloro che sono stati vaccinati è più difficile, nonché uno degli obiettivi del periodo di prova del vaccino. A ogni modo, difficilmente sarà oltre il 90%, e potrebbe essere radicalmente di meno. Tale figura tende inoltre a ridursi nel tempo dopo la seconda dose. Perciò, al fine di ottenere il 67% di popolazione con immunità efficace, considerando un R0 uguale a 3, quasi tutti (94%) dell’80% degli adulti dovrebbero essere vaccinati. Più spazio di manovra sarebbe disponibile con un R0 uguale a 2, il che richiederebbe una vaccinazione di circa il 70% degli adulti.

In nazioni con una percentuale più alta di bambini, come il Kenya con oltre il 50%, ottenere l’HIT senza vaccinare i bambini è impossibile anche con un R0 uguale a due.

Ci sono fattori che possono ridurre il numero effettivo di individui immunizzati richiesto per limitare la trasmissione al punto da sradicare il Covid-19. Uno di questi è, ovviamente, il fatto che l’immunità acquisita naturalmente può ridurre la quantità di adulti da vaccinare. Questo potrebbe essere utile in alcune nazioni più piccole che hanno visto indici di contagio molto alti, ma è improbabile che possa aiutare altre nazioni. Tale metodo si affida inoltre allo svolgimento di test sierologici per determinare chi disponga di un’immunità residuale.

Forse la strada migliore per ridurre la percentuale richiesta è quella di ridurre il valore effettivo di R al di sotto di 2, usando le stesse misure a cui ci siamo ormai abituati, quali quarantena, distanziamento, mascherine, e un assiduo tracciamento dei contatti. Come sappiamo bene, tali misure non sono semplici e hanno le loro conseguenze. Ciononostante il prossimo anno potrebbe dimostrarsi decisivo al fine di rendere vittoriose le campagne di vaccinazione. Ciò di cui abbiamo bisogno adesso sono tre o più vaccini che sono stati dimostrati (relativamente) sicuri ed efficaci nel fornire immunità di durata sufficiente, e disponibili in quantità tali da supportare ampie campagne di vaccinazione.

Incrociamo le dita.


Nota del Traduttore

Ringrazio ancora una volta profondamente il Dr. Oakley per avermi permesso di tradurre in italiano e di pubblicare questo articolo sul mio blog.

La sua produzione quotidiana di articoli sulla tecnologia, sull’arte e sulla medicina è stata e continua a essere una fonte di luce in questi ultimi mesi in cui abbiamo tutti bisogno di tenere la testa sul collo e di non lasciarsi abbindolare dalle notizie che leggiamo sui giornali e ascoltiamo alla televisione. Quantomeno, facciamo lo sforzo di andare a verificare che quanto letto e ascoltato abbia un fondamento scientifico.

Grazie.

Come reimpostare le Preferenze di un plug-in

Questo breve articolo è volto a risolvere un piccolo ma annoso problema che può affliggere gli utenti che utilizzano i plug-in in Sibelius (sia quelli pre-installati che quelli di terze parti).

Vi sarà sicuramente capitato di utilizzare un plug-in e di ricevere degli errori o dei comportamenti anomali in risposta. Partendo dal presupposto che gli errori normalmente dipendono da un problema nella versione attuale del plug-in e che quello che si vede a schermo altro non è che un crash del plug-in. In questo caso il comportamento da adottare è il seguente:

  1. Fare un’instantanea schermo (su Mac questo può essere svolto tramite Cmd-Shift-3 per catturare l’intero schermo, o Cmd-Shift-4 per selezionare una porzione soltanto, anche solo la finestra di crash)
  2. Cliccare su Cancella e assolutamente non modificare qualunque contenuto testuale all’interno delle finestre mostrate (potreste andare a modificare il plug-in stesso, costringendovi quindi a disinstallarlo e reinstallarlo da capo).
  3. Se possibile scrivere allo sviluppatore del plug-in in merito, allegando le istantanee schermo catturate.

Ma qualora tutto fosse a posto e il plug-in semplicemente non fa quello che dice? Andiamo a scoprire cosa sta succedendo.


Ovviamente tutti siete a conoscenza delle Preferenze di Sibelius, questo schermo qui (al quale si accede con la scorciatoia Cmd-.):

Le Preferenze di Sibelius Ultimate nella versione 2020.6
Le Preferenze di Sibelius Ultimate nella versione 2020.6

Quello che forse non sapete è che anche ogni plug-in ha le sue proprie Preferenze. La maggior parte di queste esistono per fare sì che uno sviluppatore di plug-in possa modificare alcuni parametri al volo e testare il plug-in sotto una diversa luce ma ci sono alcuni comandi che possono essere utili anche all’utente tradizionale.

Si parlava prima di quando un plug-in non funziona in maniera corretta, seppure senza vedere terminata la sua esecuzione (crash). Questo è normalmente un segnale del fatto che le Preferenze del plug-in sono da reimpostare in quanto danneggiate.

Questa operazione è realizzabile attraverso un plug-in che si chiama, appunto, Preferenze (Preferences in inglese). Per accedervi senza perdere la voglia di vivere cercando nel nastro recatevi nello strumento di ricerca del nastro (scorciatoia Ctrl-0 da Mac) e digitate “Preferences” (ovviamente in inglese, non aspettatevi che i plug-in non di base siano tradotti o che funzionino bene in italiano). Vedrete questo risultato.

Risultato della ricerca nel nastro
Risultato della ricerca nel nastro

Cliccate sul secondo risultato dall’alto e vi apparirà questa schermata.

Il plug-in vi dà il benvenuto e vi spiega che il suo scopo principale è quello di permettere agli altri plug-in di immagazzinare le loro impostazioni e preferenze in una base di dati comune che permette loro di rimanere consistenti da una sessione di Sibelius all’altra oppure dopo un riavvio più o meno forzato del computer.

Veniamo in seguito avvertiti che lo stiamo invocando in maniera interattiva e che questo permetterà di esaminare e di modificare il database condiviso, organizzato per plug-ins.

Prima di consentirci di procedere veniamo avvertiti con un bel WARNING in stampatello che qualunque modifica apporteremo al database potrebbe confondere o portare un plug-in a terminarsi automaticamente. Ci viene caldamente consigliato di non modificare alcun dato a meno che si sia assolutamente sicuri di ciò che uno stia facendo.

Questo plug-in è stato scritto da Hans-Christoph Wirth, il cui indirizzo e-mail viene indicato nella finestra di dialogo. Il mitico Bob Zawalich viene ringraziato per avere contribuito diverse idee a questo progetto.

Le informazioni per gli sviluppatori di plug-in non ci riguardano per adesso quindi possiamo semplicemente premere OK alla fine quando ci viene chiesto che vogliamo “chiamare” l’editore del database in questo momento.

Ci apparirà questa finestra:

Essa sembra all’apparenza molto complicata ma in realtà le parti che ci interessano sono poche. Ci sono tre colonne: la prima a sinistra è semplicemente un elenco di plug-in, quella centrale, con l’etichetta “scope”, indica l’ambito di ricerca nelle preferenze, ad esempio variabili locali e globali, mentre quella più a destra elenca le variabili in base a ciò che abbiamo selezionato nella colonna in mezzo.

Non spaventatevi quando vedrete la finestra che si ricarica ad ogni vostro clic, è normale. Ciò che può fare questo plug-in in potenzialità è incredibile ma per ora ci soffermeremo sul tentare di risolvere il problema esposto all’inizio.

Cercate nella lista a sinistra il plug-in che vi sta dando dei problemi (sono in ordine alfabetico) e cliccateci sopra (la finestra si ricaricherà). Premete quindi su Delete (non preoccupatevi, non cancellerete il plug-in!) e vi apparirà questo dialogo di conferma:

Cliccate OK e poi Save to Disk. Questa azione andrà a cancellare il file delle preferenze presente nella cartella utente e, al prossimo lancio, il plug-in rigenererà le sue preferenze da solo come se fosse stato appena installato. A questo punto il plug-in dovrebbe funzionare di nuovo normalmente, anche se consiglio di riavviare Sibelius prima di provare.


Prima di salutarci, qualche piccolo trucchetto per i più smanettoni. Come dicevo prima questo plug-in può fare molto di più. Ad esempio, possiamo notare come ogni colonna abbia gli stessi quattro pulsanti, Delete, New, Rename, e Copy. Il primo come abbiamo visto non cancella la variabile in sé, o il plug-in in sé, bensì va a resettare quanto selezionato al suo stato originario. Il pulsante NEW permette di creare un nuovo plug-in da zero con variabili e proprietà scritte a tavolino (mi sembra ovvio però specifichiamo che questa funzione è solo per chi sa veramente cosa sta facendo). RENAME semplicemente cambia il nome del plug-in o della proprietà o dell’ambito selezionato, mentre COPY li duplica.

L’unico altro aspetto interessante è il pulsante EDIT che è separato dagli altri nella parte in basso a destra. Questo agisce solamente con una proprietà della colonna più a destra selezionata e ci permette di agire con precisione su di essa, andandone a modificarne il valore. Mi raccomando, cautela!

Il pannello HELP ci spiega infine qualcosa in più su questo plug-in.

La prima frase l’abbiamo già spiegata in precedenza. Il secondo paragrafo ci spiega che i dati sono organizzati separatamente per ogni plug-in. Ci viene quindi spiegato quanto scritto sopra, ovvero che premere il pulsante DELETE ripristinerà le impostazioni di base del plug-in.

Adesso i dettagli da nerd. Ai dati si accede attraverso un identificatore alfanumerico. Ogni identificatore rappresenta una singola stringa di caratteri (ovvero una chiave di accesso) oppure un array di stringhe (per array si intende una collezione ordinata di elementi). Per gli array la colonna mostra la loro grandezza in parentesi quadre, mentre tre puntini indicano che il nome è stato tagliato per adattarsi alla larghezza della colonna. Ogni identificatore risiede in un ambito globale (ovvero influenzando l’intero plug-in) o in uno o più ambiti locali. Questo permette di mantenere istanze parallele dei diversi identificatori aventi lo stesso nome.

Il significato delle chiavi di accesso, degli array e dei loro contenuti è determinato solamente da codice di programmazione di ogni plug-in e ci viene consigliato di consultare la documentazione del plug-in in questione per ottenere ulteriori informazioni.


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Se siete interessati alla programmazione in linguaggio Swift, potete consultare i miei altri articoli (in lingua inglese) e acquistare i libri di Paul Hudson.

Il mondo del violoncello in un click!

Da oltre anno esiste un meraviglioso sito Internet dedicato al mondo del violoncello. Si chiama MYCELLO.IT e porta il sottotitolo “Il mondo del violoncello in un click”. Nato da un’idea della mia carissima amica Annalisa Barzanò grazie alla quale sono state possibili le edizioni su Piatti, è disponibile sia in italiano che in inglese ed è suddiviso in diverse sezioni.

La Homepage mette in evidenza un carrello di notizie rilevanti per il mondo del violoncello e le fa scorrere come in una galleria di immagini, è davvero sufficiente sedersi e guardare le notizie su violoncellisti, festival, concorsi passare davanti a sé.

Sulla destra è possibile vedere questi link colorati alle diverse aree di interesse del sito. Chiaramente per me la sezione spartiti è quella di maggiore interesse, però anche le altre sono molto gradite. Se avessi avuto una risorsa del genere quando ero in procinto di preparare le prime audizioni (e prima che mi venisse la totale nausea in merito) forse sarei stato meno perso nei meandri della burocrazia a cercare cosa e come fare. All’epoca della mia prima iscrizione in Conservatorio l’unica risorsa che avevo a disposizione (di un certo spessore) era The Strad (certo, in italiano esisteva già Archi Magazine ma non si trovavano troppe informazioni utili a riguardo).

In alto sotto il menu principale si trova la menzione del compleanno musicale del giorno, cosa che viene coadiuvata da un puntuale post sui social networks con appropriati link di ascolto e di acquisizione degli spartiti se disponibili gratuitamente.

La pagina Chi siamo permette uno sguardo più approfondito sugli ideatori e fondatori del sito, con accurate biografie ed un racconto delle motivazioni che hanno portato alla creazione di questo sito.

La sezione Interviste, già ricchissima di contenuti, propone una serie di conversazioni con alcuni tra i più grandi esponenti del violoncello al giorno d’oggi, italiani e non. Cliccando su ogni ritratto si viene immediatamente trasportati alla pagina di riferimento.

La successiva sezione, Rubriche, è quella forse più ricca di contenuti. Si parte con l’Attualità, ovvero le ultime notizie in arrivo dal mondo del violoncello e si prosegue con gli Aggiornamenti dal Web, dedicati ad articoli di pubblico interesse reperibili in rete. I Consigli di Ascolto recensiscono dischi di recente pubblicazione mentre i Consigli di Lettura libri e saggi relativi al violoncello ed alla sua prassi esecutiva. La sezione successiva è quella che, personalmente, trovo più interessante di tutte: Violoncellisti di ieri e Violoncellisti di oggi. Il nome delle pagine è assolutamente chiaro già di suo ma vi invito a perdervi negli elenchi di artisti di ieri e di oggi fin da subito.

Proprio nella pagina violoncellisti di oggi sono da qualche giorno presente anch’io, a questo link. Sebbene le mie attività di violoncellista siano più rivolte al mondo della pedagogia e dell’editoria piuttosto che a quello del concertismo, Annalisa è stata così gentile dal propormi la presenza sul sito. Oltre alla biografia discorsiva potrete trovare un video di uno dei pochi miei concerti filmati a cui ho accesso in cui con il nostro Trio Tesla (anche qui meriterebbe una storia a sé) eseguiamo il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte di Nino Rota. In fondo troverete gli svariati link ai miei profili social, a questo sito ovviamente ed alle pagine dove gli spartiti sono resi disponibili.

Nino Rota – Trio per clarinetto violoncello e pianoforte

Tornando sul sito in sé, la pagina Repertorio mette in luce circa una volta al mese un brano magari poco conosciuto che merita di essere riportato sotto i riflettori.

Un grazie ancora di cuore ad Annalisa per tutto il lavoro che sta facendo sul violoncello e per la lotta che sta combattendo nella città di Bergamo per uscire da questo periodo assurdo che forse nessuno poteva prevedere.


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Jean-Baptiste Breval — Sonata op. 40 no. 5 per violoncello e basso

Continua il nostro viaggio all’interno delle sonate per violoncello e basso di Jean-Baptiste Breval (1753—1823). Quest’oggi presentiamo la quinta sonata dell’op. 40, in La maggiore.

Per chi non la conoscesse, essa è stata portata alla ribalta dal grandissimo violoncellista Yo-Yo Ma che, nel novembre 1962, all’età di 7 anni, si esibì di fronte al presidente americano John Fitzgerald Kennedy. In questa occasione, presentata dal direttore e compositore Leonard Bernstein, il giovane prodigio eseguì, accompagnato dalla sorella al pianoforte, la versione di Jean-Louis Feuillard (1872—1941) per violoncello e pianoforte. Qui di seguito potete ascoltarne l’esecuzione:

Yo-Yo Ma, aged 7, plays Breval’s Sonata op. 40 no. 5

Questa edizione, nulla togliendo all’arrangiamento con pianoforte del M° Feuillard, cerca di portare nelle aule di insegnamento e nelle case degli allievi un materiale autentico e pulito, permettendo così di potere godere di questa gemma allo stato grezzo. Lo stesso Breval non scriveva diteggiature né suggeriva arcate nei suoi manoscritti, fatto che oggi alimenta la pratica di eseguire una composizione barocca con diverse arcate ad ogni esecuzione poiché non solo una si dimostrerà perfetta o adatta a tutte le occasioni.

A livello tecnico questa sonata è sensibilmente più complessa della op. 40 no. 1 poiché impiantata in una tonalità molto più scomoda (La maggiore) che obbliga il violoncellista a spendere lunghi periodi in posizione estesa. La disparità della lunghezza delle note in alcune formule ritmiche richiede inoltre una particolare attenzione alla gestione dell’arco (nel video di Yo-Yo Ma si possono assaporare alcune soluzioni estremamente intelligenti).

L’edizione si presenta, come le due precedentemente pubblicate, in una versione contenente la partitura completa in un’impaginazione che ne permette l’esecuzione in concerto diretta ed una versione contenente solamente le parti separate. Queste parti sono state editate dal M° Yuriy Leonovich e contengono i suoi suggerimenti di arcate e diteggiature. È possibile ascoltare il maestro suonare questa sonata nella sua versione originale qui di seguito:

Breval – Sonata op. 40 no. 5 in La maggiore per violoncello e basso

È anche possibile acquistare le due versioni in un blocco unico ad un prezzo speciale, a questo link.

Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto, lasciando una recensione dopo avere acquistato le Sonate e/o contattando me o il prof. Leonovich tramite le nostre pagine Facebook: Artistic Score Engraving e Yuriy Leonovich. Spero che condividerete questo articolo con i vostri amici e colleghi e che continuerete a seguirci perché nelle prossime settimane rilasceremo le altre sonate della collezione.

Le nostre altre partiture sono disponibili qui.

Grazie!

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